Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Sondaggio: perché gli editori non pubblicano annunci di lavoro?

È una di quelle domande ricorrenti che mi faccio da oltre una decina di anni. Da quando, cioè, ho iniziato lavorare in editoria. Ho sempre lavorato (a parte questo ultimo anno, ma è stata una scelta obbligata) e ho sempre lavorato con editori diversi. Mai, dico, MAI una sola volta ho lavorato perché ho risposto a un annuncio pubblico, su internet, in tv, sui giornali o wherever.

I lavori che mi hanno commissionato gli editori me li sono guadagnati per invio spontaneo del cv o per conoscenze indirette. Sempre.

Certo, qualche annuncio l’ho trovato in 10 anni (forse 5 in tutto): tra questi non mi ha mai risposto nessuno.

Ogni anno, invece, continuano a chiamarmi editori che nemmeno mi conoscono, ma ottengono il mio cv per vie traverse (conoscenti per lo più). Quindi, capite bene, non ho lavorato mai per raccomandazione… mi prendevano a scatola chiusa. Ma perché non fare un benedetto annuncio di lavoro per poi selezionare l’effettivo candidato migliore? Aiutatemi a trovare la risposta, qual è il motivo secondo voi?

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