Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Non esistono lavori nobili, solo lavori pagati

L’editoria non è l’inferno. È uno degli inferni.

PhilosoBia

Nel mio cammino verso l’uscita dal tunnel dell’editoria, mi è capitato spesso di imbattermi in “colleghi precari” che facevano della propria “passione” per il lavoro editoriale il passaporto per la libera espressione di lamentele sulla propria condizione.

2549672390_7c7dbd415a_nAmmetto che, nel vortice del letame che travolge chiunque sia precario in questo mondo (redattori, giornalisti, grafici, correttori bozze), anche io mi sono spesso mangiata il fegato: «Non puoi sfruttare la mia passione per i tuoi sporchi fini aziendali annullando la mia dignità di lavoratore, siamo maltrattati e l’editoria fa pena, dobbiamo farci sentire».

Assolutamente vero e condivisibile. È importante fare emergere questo letame combatterlo, bonificarlo.

Ma non possiamo farlo in nome della passione. Non possiamo elevarci ad angeli della cultura, che per passione dei libri ci pieghiamo alle peggiori condizioni contrattuali o non contrattuali e poi ci lamentiamo. Non è solo la passione che ci guida, altrimenti…

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Questa voce è stata pubblicata il 9 febbraio 2015 da in Disoccupazione e precariato.
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