Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

“Me time”, anche se sei disoccupato

PhilosoBia

me-timeO forse a maggior ragione se sei disoccupato: prendiamoci il nostro “me time” quotidiano o settimanale, spendiamo il tempo per noi, per fare ciò che più ci piace, per rilassarci.

E la domanda sorge spontanea: un disoccupato ha tutto il “me time” che vuole, ha tutto il tempo a disposizione per fare ciò che gli pare, non ha bisogno che qualcuno glielo ricordi.

Ebbene: non è così. Da quando sono disoccupata, questi sono i primi giorni veri e propri di “me time” che mi prendo. E parliamo di un anno e mezzo. Perché il “me time” è questione di testa, più di ogni altra cosa. Se sei depresso, se sei in ansia, se hai problemi che ti assillano, se devi pagare il mutuo ma non sai come fare, se hai brutte sensazioni, se ti senti un fallito, se ti senti schiacciato dal mondo, se non riesci a digerire…

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Questa voce è stata pubblicata il 22 gennaio 2015 da in Disoccupazione e precariato.
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