Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Una “carriera da freelance”? Ma per favore…

Ieri ho seguito il mio primo webinar della storia e devo ammettere che è stato entusiasmante, almeno finché il relatore non ha iniziato a parlare. Sorvolo sulle stronz… ehm, sulle banalità dette, ma c’è questa espressione che mi ha colpita nel profondo: «se volete iniziare la carriera da freelance…».

scegliere_un_freelance_ecco_4_consigli_utili_1Si parlava di blog, quindi non strettamente di editoria, ma non credo che sia sbagliato assimilare i due ambiti. Si parla sempre di creatività e di cultura, che secondo me vanno a braccetto in ogni caso. Ma, soprattutto, si parla di ambienti dove spesso ti pagano con pochi euro, dove la creatività e il lavoro fanno rima con gratuità.

Quanto ti viene pagata una cartella, caro il mio giornalista freelance? Se non hai una carriera avviata e stai iniziando, non ti si fila nessuno e, sempre caro mio, ti ritroverai nella situazione di ringraziare chi ti offre 5 euro a cartella, o 15, che sono una miseria. Ovviamente lorde, eh, figuriamoci.

Quanto ti viene pagata la correzione bozze? Un euro a pagina? No, non credo, se sei all’inizio temo che sarà molto meno. Ah, non ti viene pagata? Eh be’, cosa vuoi…

Come si può parlare di carriera e di freelance mettendo i due termini nella stessa frase? È come parlare di «carriera da precario» e diciamolo, non siamo timidi, per quanto possa fare figo dire che siamo freelance, siamo in primo luogo dei precari. Perché il vero freelance che fa carriera non muove una matita se non viene pagato almeno centinaia di euro.

freelanceMa vogliamo parlare anche dei costi della partita iva? No, perché l’ho già fatto, ma in questo caso, comunque, si parla di tanti soldi che devono entrare.

Come si fa a fare una carriera da precari? Si può, certo, lavorando 15 ore al giorno e anche il sabato e la domenica. Per che cosa? Ma per pagarvi l’affitto e la spesa, a malapena. Una carrierona, insomma. Parola di chi ci è passata 10 anni fa (e considerando che pagavano più del triplo di quanto paghino oggi gli editori… fate voi i calcoli).

«E ma poi le cose cambiano…». Può essere, come può non essere. A vedere come sta andando l’editoria oggi, direi che non cambieranno mai, non per te che ti ammazzi a scrivere, correggere o fare editing per seguire la tua passione, dimentico di essere pagato meno di qualsiasi altro lavoratore di qualsiasi settore.

CREDICI PURE ALLA CARRIERA DA FREELANCE, MA POI NON TI LAMENTARE SE GUARDANDOTI ALLO SPECCHIO VEDRAI SEMPRE IL SOLITO PRECARIO SOTTOPAGATO. 

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8 commenti su “Una “carriera da freelance”? Ma per favore…

  1. NonnaSo
    29 maggio 2014

    L’ha ribloggato su Giovane Carina e Disoccupatae ha commentato:
    Il webinar dello scandalo l’ho seguito anche io, e questa non è l’unica baggianata che è stata detta (e nemmeno una delle più gravi …).
    Ne riparleremo, statene certi, ma per il momento mi “limito” a rileggere ad alta voce il post della mia amica (Philoso)bia… Che così amaramente tocca corde tanto mie quanto sue, in questi giorni in cui ansioliticamente continuo a chiedermi: perché non riesco a farmi pagare la mia “splendida creatività” (parole non mie) non dico tanto.. Ma IL GIUSTO?

    • Bia
      29 maggio 2014

      Eh sì, ne ha dette tante e aspetto di leggere la tua recensione a riguardo 😀
      Mi è rimasto un odio profondo per l’atteggiamento di quella persona, che sembrava scesa da un mondo parallelo ma non possibile. ED È STATO ANCHE PAGATO. Non è la realtà in cui voglio vivere…

      • NonnaSo
        29 maggio 2014

        decisamente no.. 😦

  2. Alessandro Madeddu
    29 maggio 2014

    Ma che diavolo… andate tutti a sentire i webinar, sono rimasto fuori solo io?! 😀

    • Bia
      29 maggio 2014

      No, macché, io sono sempre stata fuori da questi giri, è stata NonnaSo a darmi la dritta 😉

      • Alessandro Madeddu
        30 maggio 2014

        Anche lei non mi sembra particolarmente soddisfatta, per usare un eufemismo… 😀

      • Bia
        30 maggio 2014

        ahhaah hai visto? Ecco, ha spiegato tutto per filo e per segno di quell’incontro 🙂

      • Alessandro Madeddu
        30 maggio 2014

        Meno male che era un webinar e non un seminario vero, dal vivo: se no scatenavate la rissa 😀

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