Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Riscrivere il curriculum per reiventarsi?

Ieri è stata giornata da panico. Ogni tanto capitano, quelle giornate in cui un pensiero, al solo sfiorarti la mente, ti fa cadere nel baratro. Il pensiero è stato: il futuro. Non era nei discorsi, non era programmato, è stata una “fuga del pensiero“, un evaso dalla cella in cui l’ho rinchiuso, che poi ha scatenato l’inferno.

fish-jumping-300x225Futuro: non ce l’ho, devo ricrearmelo a meno che non decida di continuare a lavorare in editoria come collaboratrice, sotto pagata, mal pagata, pagata forse. Altrimenti… altrimenti boh, cerco altrove, ovunque. Per farlo devo cambiare curriculum, mettere esperienze diverse da quelle degli ultimi 10 anni in editoria.

E così ho liberato altri pensieri, quelli della memoria, ripensando ai lavori fatti durante, prima e dopo l’università. E mi sono scoperta diversa.

In ordine cronologico, sono stata:

Via-Roma_negli_anni_cinquanta_a_Montecarottogelataia presso un parco divertimenti, in estate, nei miei gloriosi e tumultuosi 16 anni, facevo coppe e coppette come non ci fosse un domani (e mangiavo chili di panna fresca);

inserviente nelle colonie: due estati a pulire cessi, fare i letti, lavare i piatti dei mocciosi in vacanza al mare, quando io ero ancora minorenne ma dovevo prendere qualche soldo e quindi lavoravo in estate per 14 ore al giorno;

aiuto compiti per bimbi e ragazzi: 20 anni di esperienza, bello e gratificante (se non fosse che è l’unico lavoro che mi è rimasto);

“signorina 12” alla Telecom: quando ancora esisteva il servizio “12”, chi se lo ricorda? Altra estate bruciata in un ufficio, al telefono con la specie umana più strana. Ma ho guadagnato bene e la retta dell’università era salva;

743015shop assistant a Londra: ancora mi chiedo perché non mi sono fermata lassù. Ah… già, dovevo finire gli studi. Mannaggia a me;

barista: che dire, non c’è lavoro più divertente a 20 anni. Ero anche in nero, quindi soldi e niente tasse, beata innocenza…

hostess di fiera: altro lavoro che probabilmente tornerò a fare, se me lo consentissero. Onesto, pulito, divertente, lontano dalle dinamiche di ufficio; ci sono stata tutti gli anni dell’università, fantastico, anche se si lavorava nei week end. Ma pagavano puntuali, sempre e l’università era salva;

receptionist presso multinazionale: lavoro perfetto per chi studia, ho preparato i miei migliori esami in quel gabbiotto, tra telefonate dal mondo e pacchi da spedire;

hostess-fieraimpiegata in agenzia di autonoleggio: l’esperienza più triste della mia vita, ma pagavano e quindi ciccia, è andata bene così;

impiegata presso centro di formazione: e qui ho capito che i corsi di formazione del FSE possono essere davvero delle bufale con capre che si inventano come docenti a scapito di giovani speranzosi;

impiegata presso agenzia di marketing: mai lavoro era più inutile socialmente, mi sentivo davvero nella “milano che conta”, pur morendo ogni giorno un po’;

impiegata ufficio comunicazione presso multinazionale: i sei mesi più lunghi e deprimenti della mia vita.

E poi sono iniziati i lavori in editoria, una lista infinita, ma ve li risparmio in questa sede, perché ho detto che devo cambiare curriculum, giusto?

Ecco, ebbene, queste sono le basi e i punti di partenza. Io ne deduco che se avessi ancora 20 anni sarebbe più semplice. Qualcosa ho fatto, insomma, pur restando fuori da un ufficio per la maggior parte del tempo. Che cosa ne deducete voi? Donna delle pulizie? HELP! O forse devo solo basarmi su un futuro che non esiste e lasciare correre tutto quello che è stato: prima, durante e dopo l’editoria precaria.

reinvention

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17 commenti su “Riscrivere il curriculum per reiventarsi?

  1. Emily
    14 maggio 2014

    Se penso al futuro anche io provo ansia… Soprattutto perché a 22 anni non ho mai lavorato in vita mia, in tutto questo tempo ho solo studiato studiato studiato e adesso me ne pento, adesso che tutti cercano ragazzi con esperienza… Ma se nessuno assume l’esperienza uno come se la crea? L’anno prossimo farò uno stage per dei crediti per l’università e sarà la mia prima esperienza. Terrore…

    • Bia
      14 maggio 2014

      certo, un po’ di panico ci sta, ma vedrai che ti divertirai se lo prendi con il giusto spirito. Semmai, se proprio vuoi rompere il ghiaccio, qui ti ho fornito una lista di lavori papabili per chi studia (li ho fatti tutti nel periodo di scuola, prima, e università dopo). Lavoretti che di sicuro ti aiutano a vedere te stessa e il mondo con occhi diversi… (e magari ti aiutano a capire che strada puoi prendere per il futuro). Sei giovanissima e non sai quanto ti invidio i 22 anni perché hai davvero tante strade possibili, ma so bene che non è semplice e, a dire il vero, vorrei avere 22 anni ma con la testa che ho ora. Ad ogni modo IN BOCCA AL LUPO! (poi fai filosofia come me vero? 😉 )

      • Emily
        14 maggio 2014

        Sì, esattamente. Primo anno della magistrale 🙂

  2. NonnaSo
    14 maggio 2014

    aha! ma allora non sono l’unica “impiegata ufficio comunicazione” che si è fatta due balle così!! ciò mi conforta grandemente, anche se io l’ho fatto per anni, mica pochi mesi (tze, dilettante!).
    ps- a leggere il tuo cv pare che hai 90 anni. che deprimenza sto mondo del lavoro

    • Bia
      14 maggio 2014

      Eh sì, 90 più iva, me li sento tutti! Sono morta e risorta mille volte, ma adesso mi ritrovo come Lazzaro nella grotta, solo che non viene Gesù.
      Oddio… ma che esempio ho fatto? STO MALE! Questa è la verità 😀

      • NonnaSo
        14 maggio 2014

        ahahaahahahah ma pensiamo alla salute, e almeno che siamo ancora capaci di sorriderne va…

      • Bia
        14 maggio 2014

        Già, meno male! 😉

  3. la rana a righe
    14 maggio 2014

    Per consolarti…io ho 31 appena fatti (argh!) e invidio le tue mille esperienze…ne ho fatte molte meno e attualmente dopo varie esperienza nel sociale sono ferma al babysitting e al web writing moolto sottopagato! 😉

    • Bia
      14 maggio 2014

      Ma considera che queste esperienze non compaiono nel mio cv…! Le avevo proprio archiviate come non qualificanti per il mondo editoriale, e infatti non lo sono…
      Non so a dire il vero se possono essere utili. Secondo me se pensi bene a quello che hai fatto tu vengono fuori altrettante “esperienze”, magari a volte non ci pensiamo ma guardando indietro scopriamo di avere fatto mille cose!

  4. la rana a righe
    14 maggio 2014

    argh soprattutto per gli errori di scrittura, ho scritto velocemente e sono tremendi!! 😉

    • Bia
      14 maggio 2014

      Uh! Io ne faccio a dozzine quando scrivo 😀

  5. fra_dolcino
    14 maggio 2014

    Futuro? Il mio sogno ricorrente è la fine del mondo da un paio d’anni, in tutte le salse: dall’olocausto nucleare alle malattie sconosciute, dal colasso della civiltà alle presenze aliene. Comunque in bocca al lupo per la metamorfosi professionale.

    • Bia
      14 maggio 2014

      Urca,tutto bene??? Cmq grazie 🙂

  6. Ilse
    14 maggio 2014

    Allora ieri c’era qualcosa nell’aria perchè è stata anche la mia ‘giornata PANICO’. A volte, più che l’essere senza lavoro mi deprime proprio il sentire tutte le strade sbarrate, tutte le opzioni di “rinascita” impossibili. La notte vado a letto e, quando riesco a dormire, ipotizzo tutti i modi che avrei per re-inventarmi… al mattino ho la volontà di un lampione della luce e svanisce tutto.
    Con la mia sciagurata laurea in Lettere ho pensato anche di provare a insegnare, lavoro che ho sempre snobbato e ho scoperto essere bellissimo e nelle mie corde,ma è impossibile! O sono io che ho problemi?! Non so, non lo escludo.
    Bia, io sto pure pensando di ricominciare l’università (non so come, non so con che soldi, con che forze) perchè non vorrei arrendermi a questa sensazione di inquietante immobilità.

    • Bia
      14 maggio 2014

      Mi sa che stiamo attraversando un periodo molto simile tu ed io 😉
      Stessa cosa mi capita la sera e… la mattina.
      Ti parlo per me: sicuramente io ho dei blocchi, vedo tutto negativo e qualsiasi “possibilità” mi pare sia senza valore o comunque senza un valore per me. Ma continuando così non se ne esce.
      Dovrei buttarmi e poi vedere che succede. Dove mi butto? Non lo so, ma so che dovrei farlo, senza pensare troppo al futuro e alle complicazioni.
      NON LO SO, non lo so davvero come finirà.

      L’università, ci penso e ci ripenso, la escludo perché ritrovarmi magari tra tre anni disoccupata come oggi ma con un titolo in più (e tre anni in più) è aberrante. Ma forse lo penso solo perché non ne sono convinta.
      AIUT’!!!

      Se ti piace insegnare prova a iscriverti alle graduatorie di istituto, non sono un’esperta ma so che dovrebbero aprire tra poco (se non sei abilitata, se lo sei invece non so bene come funziona…).
      Facciamoci coraggio a vicenda 😉

      • Ilse
        14 maggio 2014

        Sì è vero,un periodo mooolto simile:-). Infatti, leggo i tuoi post e mi sembra di sentire me… e non sai quanto la cosa mi “consoli” perché tante sensazioni e pensieri faccio fatica a spiegarli anche al mio ragazzo, sant’uomo che mi sopporta anche in questa versione pessimista-depressa-disfattista. Anche a me ogni “possibilità”, chiamiamole così, sembra senza valore, senza sbocchi. E non ne esco, non ne esco! Non mi sono mai sentita così impantanata (perdona il termine che odio, ma esprime perfettamente la mia situazione) in vita mia. La cosa peggiore è che io mi sento profondamente colpevole per questo, mi incolpo per le mie scelte universitarie e lavorative, per non aver capito, per essere stata un’ottusa sognatrice, per aver rifiutato un dottorato perché il dietro le quinte dell’ambiente universitario mi nauseava e tante altre opportunità. Non so, a volte mi chiedo con che cavolo di testa ho vissuto fino a quasi 30 anni!?! Io l’anno scorso ci ho pure provato a ricominciare una facoltà nuova (paazzaaa) e non l’ho detto nemmeno ai miei amici perché mi vergognavo! Ma non sono passata al test. Forse ci riproverò, se non ho un’illuminazione, o uno sblocco prima. Sì facciamoci coraggio Bia, sblocchiamoci a vicenda 😉

      • Bia
        15 maggio 2014

        Anche io mi incolpo, a volte, ripensando al passato e alle scelte fatte. Ma la verità è che lo faccio perché sono delusa e amareggiata, se avessi fatto altre scelte chissà, magari mi incolperei lo stesso per altri motivi.
        È una trappola insomma, che mi impedisce di guardare il futuro.
        Futuro… mumble… futuro… vabbè
        SBLOCCO MODE ON! 😉

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