Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

«Lei è troppo qualificata»: una scusa che non regge

200807012112590Capita di sentirsi dire questa frase, quando si affrontano dei colloqui di lavoro. Capita soprattutto a chi ha una laurea o a chi ha già esperienza in un settore specifico di lavoro. È una scusa, una balla, una frase che umilia più di un rifiuto. Perché?

• Se rispondo a una domanda di lavoro è perché voglio fare quel lavoro, perché ho bisogno di farlo o perché devo farlo o perché (fatti miei). non importa quale sia la motivazione, l’importante è che ci sia la motivazione. O no? A fronte di ciò, che cosa significa “troppo qualificata”?

• Un conto è non essere idonei un lavoro, un altro è essere qualificati per farlo. “Troppo qualificati” che cosa significa esattamente?

McDonald's_do_River_Shopping_-_Petrolina,_PernambucoSe sono un ingegnere che non trovo lavoro e decido di fare il tagliaerbe, perché non posso farlo? Se sono una laureata in qualsiasi disciplina e decido di fare la baby sitter o la commessa o la cuoci hamburger da Mc Donald’s, che cosa, in concreto, non è adatto nella mia persona per farlo?

A me è capitato due vote di sentirmi dire “Troppo qualificata”.

La prima è stata in un colloquio per lavorare in Manpower. Ero laureata da poco, facevo la giornalista random, ero stata impiegata in comunicazione, ma volevo una lavoro serio e diverso. Avevo 26 anni. Una pupa. Quindi faccio domanda. Mi chiamano, faccio il colloquio. Va bene, direi, quello che avrei dovuto fare era semplice, all’inizio, pagato poco, ma a me sembrava perfetto.
Risultato: «Eh, ma la laurea… È troppo qualificata per questo mestiere», mi dissero in confidenza.

090527-N-7375S-012L’altra volta è successo pochi mesi fa. Cercavano una persona per “aiuto compiti”. Io, che volete farci, sono giornalista, laureata e con 10 anni di esperienza: da quando ho 16 anni, però, aiuto i ragazzi o bambini a fare i compiti a casa. E fanno 20 anni di esperienza. Ebbene: «Che ci fa una giornalista tra noi?». Mah, forse potrebbe fare quello che volete che faccia? O no? Ho la peste forse? Puzzo? Che cosa ho che non va? Una testa pensante?

SIETE FORSE CRETINI, OH SELEZIONATORI DEI MIEI STIVALI?

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12 commenti su “«Lei è troppo qualificata»: una scusa che non regge

  1. makeupraimbow
    8 maggio 2014

    ti posso capire… succede anche a qualcuno che conosco…che in disperazione ha deciso di andare a fare le pulizie…e le hanno detto che era troppo qualificata…
    se nn sai perché nn sai …se sai perché sai….saprei ben io dove mandarli…quello lo so!

    • Bia
      8 maggio 2014

      Anche io, e ce li mando anche, solo che questi selezionatori (o chi per loro) sono irraggiungibili quando si chiedono spiegazioni sensate.

  2. NonnaSo
    8 maggio 2014

    Che gioia mia cara amica vedere che i nostri discorsi stimolano la fantasia editoriale di entrambe.. Ma non saremo troppo qualificate ormai per gestire dei “semplici” blog????

    • Bia
      8 maggio 2014

      Ahahaha! Sicuro! Ma almeno questo lo decidiamo noi e non ci viene imposto da nessuno 😀

  3. Ilse
    8 maggio 2014

    Pure io… dopo due lunghi colloqui sono stata definita troppo qualificata per fare la commessa e, secondo loro, abitavo anche troppo lontano (15 km)… parliamone! In segno di sdegno ho cancellato dal curriculum l’indirizzo, dato che vorrei essere giudicata per le mie competenze, non per la distanza dal luogo di lavoro e… nei pochi colloqui che faccio non mancano mai di chiedermi dove abito e di scriverlo loro a penna, sigh.

    • Bia
      8 maggio 2014

      La verità, comunico a credere, è che quando si è intelligenti o capaci di giudizio critico, questi selezionatori si spaventano. Non vorrei mai che la commessa sia più competente di loro, no?
      Che cosa significa, poi, troppo lontana? (anche a me è capitato). Se si tratta di 100 km lo posso capire, ma 15… trovassero lare scuse, se proprio non riescono a dire la verità!

  4. Chiara's way
    15 maggio 2014

    2 lauree, svariate esperienze lavorative all’attivo, in più campi, quelle degli ultimi anni purtroppo in un settore che qui in Italia viene pagato, se ti va bene, circa 3 euro l’ora, ma impossibilitata a ritrasferirmi all’estero. Più di 200 CV mandati per i lavori più disparati (davvero qualsiasi). Neanche l’umiliazione di sentirmi dire che sono troppo qualificata: alcuni complimenti per la mia preparazione un paio di mesi fa e da allora un enorme buco nero. Il nulla. Neanche un vaffanculo scherzoso.
    Sfido a non sentirsi, quantomeno, frustrata…
    Un abbraccio solidale.

    • Bia
      15 maggio 2014

      Cara Chiara, hai davvero tutto il mio supporto, mi spiace davvero leggere della tua esperienza, le parole di schifo che mi vengono per questo paese che butta al vento i talenti sarebbero inutili… grazie per il tuo commento,in bocca al lupo di cuore, non smettiamo di credere che la ruota girerà! Un abbraccio

  5. Chiara's way
    15 maggio 2014

    Un “Forza!” che carichi entrambe, perchè hai ragione: la ruota DEVE girare
    🙂

  6. wif
    4 maggio 2015

    Ehm, guardate che pure all’estero si va avanti solo per raccomandazione… Con la crisi c’è meno lavoro e devi essere mandato da qualcuno. Purtroppo. Parlo di Nord Europa.

    • Bia
      4 maggio 2015

      Sì, in effetti forse la crisi ci ha equiparato per certi versi. Tu di che tipo di esperienza parli?

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