Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Che tipo di giornalista sei o vuoi diventare?

È la domanda che, in effetti, tutti quelli che si avvicinano a questa professione dovrebbero porsi, prima di intraprendere questa lunga e faticosa strada.

C’è giornalismo e giornalismo. Nella mia testolina, ho sempre considerato un “vero giornalista” colui che fa inchieste, che si muove per la strada, sia quella piccola di periferia o quella della metropoli, quella sotto casa o quella a Kabul. Per questo trovo ridicola la mia iscrizione all’albo, così come quella di altre migliaia e centinaia di migliaia di persone.

Ma questo è solo un mio “pregiudizio”: essere giornalista, in verità,comprende molte altre casistiche. Vediamole:

journalist• GIORNALISTA PER QUOTIDIANI: alle prese con la politica, la cronaca, la cultura, la finanza, l’economia, i necrologi (why not?). Insomma, sfogliate qualsiasi giornale e per ogni sezione esiste una specializzazione del giornalista per quotidiani. È uno dei lavori più impegnativi, sia per gli orari (si lavora fino a tarda notte a volte), sia per l’organizzazione del lavoro. Ogni giorno ci si confronta con uffici stampa, news, eventi a cui si deve partecipare e poi, come una macchinetta, si macinano parole.

• GIORNALISTA SPORTIVO: può lavorare nei quotidiani come nei settimanali o mensili, sta di fatto che per lui non esiste segreto nel mondo dello sport. Che sia calcio, rugby, canoa, tennis, ginnastica. Ovviamente poi ognuno ha le sue specializzazioni, ma fondamentale è la passione per lo sport in generale e il “presenzialismo” a ogni evento collegato. Ovviamente, sabato e domenica sono i giorni in cui si lavora di più.

Anna_Wintour• GIORNALISTA PER FEMMINILI: settimanali o mensili. Solitamente è donna o gay, senza nulla togliere agli uomini che fanno questo mestiere (ma sono in minoranza). Qui la creatività la fa da padrona, bisogna conoscere tutto di moda, shopping, make up, tendenze, gossip ecc. Non solo frivolezze, si intende, ma queste sono di sicuro nel suo “bagaglio culturale”. L’impegno è più blando rispetto a un quotidiano, anche se nei settimanali le chiusure saranno sicuramente al cardiopalma. Qui si inserisce anche l’altra tipologia: il GIORNALISTA DI MODA, sempre alle prese con stilisti, tendenze, sfilate…

• GIORNALISTA PER MAGAZINE SPECIALIZZATI: è il mio campo, quello che conosco meglio, anche se ho iniziato con i giornali locali. Se il magazine è mensile, il lavoro è facilmente organizzabile perché le scadenze sono lunghe rispetto a un settimanale o a un quotidiano. Gli argomenti sono dei più disparati: pensate a una qualsiasi cosa, sicuramente esiste una rivista specializzata che ne parla (dai cuscinetti meccanici all’architettura, dal “fai da te” alla salute, dal giardinaggio alla storia ecc.). Ognuno ha le sue caratteristiche, ma di solito si lavora tra interviste programmate, eventi, fiere, presentazioni e varie rubriche. Di ogni argomento si impara a conoscere qualsiasi aspetto, volente o nolente. (È il tipo più marchettaro di giornalista. Non me ne vogliano i colleghi, ma se sono onesti non possono negarlo).

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA• GIORNALISTA RADIOFONICO o TELEVISIVO: non li conosco, eppure mi affascinano da sempre, soprattutto quello radiofonico. La redazione lavora dietro i servizi dei giornali in radio o in televisione che sentiamo ogni giorno e posso immaginare che sia un tripudio di attività e tempi da rispettare.

• GIORNALISTA DI INCHIESTA: è il classico giornalista con le palle, che indaga, fa domande, rompe le scatole a politici, imprenditori, medici, professionisti… tutti. Lui c’è, ovunque ci sia notizia. Lui sta sul pezzo ed è in grado di sviscerare qualsiasi storia, dalla più scabrosa alla più scottante. Qui il lavoro da fare è tanto, bisogna essere incisivi, cercare storie di spessore e non lasciarsi sfuggire nemmeno una virgola. Sempre al top, altrimenti si cade nel flop in tempo zero.

• GIORNALISTA SPECIALIZZATO NEGLI ESTERI: lo metto qui, ma solitamente fa parte dei quotidiani. Il fatto è che la sua cultura del paese estero di riferimento è talmente varia che potrebbe scrivere su qualsiasi pubblicazione. Sta di fatto che affronta le dinamiche politiche, sportive, femminili, finanziarie ed economiche da una prospettiva “altra” rispetto a quella italiana, pur avendo sempre gli occhi del “tricolore”. Affascinante da sempre, per me, questo lavoro.

Juerg_Vollmer,_Journalist• GIORNALISTA SCIENTIFICO: si occupa di scienze, di novità in ambito accademico, di cultura nel senso più alto del termine. Divulga ciò che le scienze trattano a livelli accademici e lo fa in modo semplice o, comunque, con lo scopo di raggiungere un pubblico più vasto rispetto ai salotti dei “baroni”. I suoi eventi sono organizzati spesso negli istituti di ricerca, nelle università, nei laboratori. Adoro questa professione, perché è sicuramente utile e consente di avere una cultura davvero ampia.

• INVIATI: lavorano con i quotidiani o con le tv e le radio, loro vanno dove c’è la notizia, sono chiamati per indagare sul posto e fare interviste, incontri, indagini laddove il giornale non può arrivare. Ovviamente, però, prima di essere inviati si è o si è stati giornalisti di un tipo dei precedenti.

Voi che giornalista scegliereste di diventare? 🙂

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3 commenti su “Che tipo di giornalista sei o vuoi diventare?

  1. NonnaSo
    7 maggio 2014

    ribadisco… voglio diventare quello specializzato nel “prendere una paccata di soldi” ahah!

    • Bia
      7 maggio 2014

      Anche io ribadisco, manca la categoria migliore,quella dei raccomandati ciuccia soldi 😀

  2. Montagne Russe
    10 novembre 2014

    giornalista x magazine specializzati, in particolare argomenti come la psicologia e psichiatria.

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