Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Dialoghi tra un’americana e una disoccupata italiana

Americana: «Tu lavori? Be’, immagino di sì, per forza, di che cosa ti occupi?»
Disoccupata: «In verità ho perso il lavoro l’anno scorso…»
Americana: «Come? L’anno scorso? E ora che cosa fai?» – faccia tra lo stupito e lo schifato –
Disoccupata: «Faccio la freelance, ma non pagano molto»
Americana: «Che cosa significa che non ti pagano abbastanza?» – faccia incredula –
Disoccupata: «Be’, vedi, lavoro come giornalista e come editor di libri, ma l’editoria in Italia è molto in crisi e quindi certe aziende pagano al “ribasso”»
Americana: «Come hai detto? Giornalista? Ma allora hai del talento! Hai del potenziale!»
Disoccupata: «Sì, forse, ma pare non interessi a nessuno e poi ho 36 anni e…»
Americana: «Dovresti venire in America» – sorriso di colei che ha appena trovato la soluzione semplice del problema –

… eppure sono ancora qui. “You have potential” mi rimbomba in testa, a metà tra la satira e il dramma.

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15 commenti su “Dialoghi tra un’americana e una disoccupata italiana

  1. NonnaSo
    31 marzo 2014

    si, ma un bel “f** you ammerican pie”? ci stava…. pure a farci schifare dagli americani?!

    • Bia
      31 marzo 2014

      Ma guarda, me l’hanno detto con una naturalezza che può appartenere solo a chi è abituato a spostarsi da un posto a un altro senza alcun problema… La cosa che mi ha lasciato perplessa è soprattutto lo sconcerto per il “lavoro non pagato” o per la difficoltà a trovarne un altro. Beata innocenza! E un po’ beati loro…

      • Kika
        31 marzo 2014

        Sì, penso che per loro sia inimmaginabile essere da un anno senza lavoro: la flessibilità ci sarà pure, ma almeno funziona in tutti i sensi, anche quelli positivi (= licenziamento facile ma anche assunzione/ricollocamento facile). Poi non so, io da italiana che non è mai stata in America parlo per sentito dire, ma quando qualcuno come nel tuo caso va e si confronta mi pare venga fuori che è tutto vero…

      • Bia
        31 marzo 2014

        sì assolutamente, hanno proprio un sistema diverso dal nostro, più veloce, flessibile e con meno tutele. Ma quello che emerge è che se sei bravo o se hai voglia di fare, comunque, trovi sempre qualcosa, basta non avere paura di rimettersi in gioco. Ecco, da noi questa cosa è IMPENSABILE. Ed è triste, se sei disoccupato e hai voglia di fare, ti senti castrato…

      • Kika
        31 marzo 2014

        In pratica negli Usa è disoccupato solo chi ha dei problemi personali seri oppure è uno scansafatiche patentato… che Paese fantastico!! 🙂

      • Bia
        31 marzo 2014

        in pratica è proprio così!
        Un solo esempio: ho visto cameriere nei bar più alla moda che avevano oltre 50 anni e che erano perfettamente allineate con le colleghe più giovani. Io di anni ne ho 36 e se volessi fare la cameriera mi riderebbero in faccia!

      • NonnaSo
        31 marzo 2014

        ahaha il lavoro non pagato non viene concepito.. bella questa devo provare anche io: se penso che il lavoro pagato non esista, magari smettono di non pagarmi…….

      • Bia
        31 marzo 2014

        ahahahah! ottima idea e secondo me, se ti guardo intorno, non fai fatica a immaginartelo 😀

      • NonnaSo
        31 marzo 2014

        Ahaha ceeerto. Come se oggi non avessi sollecitato per la milionesima volta un pagamento arretrato. Eia #credici

  2. LeDueNellie
    31 marzo 2014

    Credo che a volte l’unica cosa che rimanga davvero da fare è far fagotto e tentare una nuova strada. È difficile e me lo ripeto da mesi ma forse un futuro migliore, o anche solo con più possibilità, ce lo meritiamo tutti! Soprattutto quando c’è del talento di mezzo 🙂

    • Bia
      31 marzo 2014

      Ne sono convinta anche io… purtroppo la mia condizione famigliare al momento non mi consente di tentare vie alternative, all’estero, ma è un chiodo fisso. Talento o meno, sento di avere ancora energie per tentare, per mettermi in gioco, per avere l’ebrezza di una vita diversa e, forse, migliore. Chissà… di sicuro ce lo meritiamo.

      • LeDueNellie
        31 marzo 2014

        Ti capisco benissimo: possibilità e desideri son sempre l’uno contro l’altro ma a volte bisogna cercare qualche via di mezzo per poter comunque tentare ciò che sentiamo di aver bisogno. Non mi rimane che augurarti tantissima fortuna!

      • Bia
        31 marzo 2014

        Hai più che ragione! Ne sono convinta anche io 🙂
        Grazie mille, ricambio gli auguri per tanta fortuna, e che il futuro ci sorrida! 🙂

  3. Evaporata
    1 aprile 2014

    L’ha ribloggato su Evaporata narratricee ha commentato:
    Di PhilosoBia

  4. Pingback: Dialoghi tra un’americana e una disoccupata italiana (di PhilosoBia) | Evaporata narratrice

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