Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

340 euro al mese? No, grazie.

Una ragazza coraggiosa o semplicemente una ragazza onesta che sa dire di no di fronte a una vigliaccheria? Io direi la seconda. Senza dubbio.

BlogNomos

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Questa è la storia di Giorgia. Le offrono 340 euro al mese, ma dice no. E in una lettera aperta pubblicata su La nuvola del lavoro esorta tutti a fare lo stesso. Abbiate il coraggio, dice, fatelo anche voi. Basta compromessi con i datori di lavoro furbetti.
Giorgia ha 26 anni, è marchigiana ed è laureata in Lettere. Il suo sogno è quello di fare la giornalista. Una storia come tante, penserete. Invece non è solo una storia di tristezza e difficoltà. È anche una storia di coraggio e di speranza nell’Italia di oggi. Questa ragazza lancia un messaggio importante, chiaro e forte. Di messaggi così ne vorremmo di più. Vorremo che la forti parole di Giorgia potessero raggiungere il più ampio numero di giovani, perché finché ci sarà qualcuno disposto a cedere a certi compromessi l’Italia non cambierà.

MIchele De Sanctis per BlogNomos

5 giorni su 7 a 340…

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2 commenti su “340 euro al mese? No, grazie.

  1. Kika
    10 marzo 2014

    Ho letto l’articolo e sono pienamente d’accordo con la ragazza, ha fatto benissimo a rinunciare. Purtroppo tanti, specie giovanissimi, si accontentano nella speranza di un successivo progresso o perchè comunque sono soldi che entrano e la tentazione di accettarli c’è (o vengono illusi che conti l’esperienza, la notorietà che può venir fuori da quel lavoro). Sarebbe accettabile cedere solo in caso di disperazione assoluta, dove quei 340 euro sono davvero l’unica alternativa al marciapiede (in tutti i sensi…). Se invece si può conservare un minimo di dignità, bisogna avere il coraggio di farla valere questa dignità, per noi e per gli altri. E’ una scelta di coscienza che va fatta una volta per tutte, senza ripensamenti. Io mi sono trovata in quella condizione lavorando in un call center a provvigione (forse te l’avevo già raccontato, Bia). All’inizio ho voluto provare – non sapendo quanto sarei riuscita a realizzare – ma dopo qualche mese, scaduto il contratto, avevo ormai capito che stando lì dentro 8 ore su 5 giorni riuscivo a cavarne solo circa 400 euro. Volevano rinnovarmi il contratto (segno che per loro tutto fa brodo, basta spennare bene la gallina 😉 ma ho rifiutato io. Peccato che col turn over che avranno qualche pollo lo trovano sempre e per loro va bene così… Tengo a precisare che, avendo le spalle abbastanza coperte, anche quei 400 euro al mese per me sarebbero manna dal cielo: ma li accetterei se proporzionati ad un certo impegno orario. E’ una questione di diritti e dignità, non possiamo svenderli per paura di essere considerati “choosy”.

    • Bia
      10 marzo 2014

      Bravissima, hai fatto bene. Non si tratta di essere choosy, ma di scegliere l’onestà e la dignità che nel caso del lavoro DEVE essere reciproco. Certi contratti e certe proposte, invece, minano le basi stesse dell’essere umano.

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Questa voce è stata pubblicata il 10 marzo 2014 da in Disoccupazione e precariato.
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