Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

10 motivi per cui l’Italia mi fa paura

italia-repubblica-delle-bananeÈ un’espressione orribile da dire, relativa al proprio Paese, tanto più che vivo in Italia, non in Afghanistan o in Ukraina, oggi.  Eppure, per fortuna o per sfortuna, la sensazione di paura è quella che meglio descrive il mio stato d’animo quando penso al presente e al futuro.

È bastato perdere il lavoro, più o meno fisso, per dare ascolto a ciò che troppo spesso ho zittito, dentro di me, presa come ero dalle scadenze, dai ritmi della città, dalle cose da fare, dall’illusione di una vita sana. Mi è bastato fermarmi e guardare il mondo dal mio piccolo, prezioso, oblò.

1. Non si distingue la falsità dalla menzogna. Né in grande, per le macro questioni nazionali, né in piccolo, per le piccole questioni quotidiane che ti vedono alle prese con il prossimo, che sia un datore di lavoro o un fruttivendolo truffaldino.

vignetta_arnald_disoccupazione_bassa2. I giornalisti possono essere allarmisti o possibilisti, a seconda di come gira il vento per il direttore editoriale relativo. Così, in una notizia andiamo a vele spiegate verso la ripresa, in un’altra siamo l’ultimo Paese occidentale per quanto riguarda lo sviluppo economico. È così da 5 anni e, di fatto, nella vita delle persone non è cambiato niente, semmai è peggiorato.

3. La disonestà viene premiata. Altrimenti non si capirebbe l’andazzo del Parlamento, da nessun punto di vista, per esempio. Ma questo si riflette anche nelle questioni più misere, dove lo studente, l’automobilista, il pendolare o il commerciante considerati a torto “più furbi” sono quelli che hanno la meglio.

4. Le organizzazioni di stampo mafioso fanno parte dell’Italia e ne faranno sempre parte.

5. Ci si vende al migliore offerente. A partire dai piccoli borghi abbandonati, messi in vendita e a disposizione degli stranieri, per non parlare delle cascine toscane. Pompei sta cadendo a pezzi, ma non mi stupirebbe se venisse recuperata da qualche fondo immobiliare. Magari estero. Ovviamente l’obiettivo è il lucro. Peccato che nessuno voglia comprare la spazzatura o i rifiuti tossici che impregnano la Campania e non solo, da anni. E noi pensiamo bene di togliere Storia dell’arte dalle scuole.

RDF-fluff_gebaald6. La disoccupazione è una questione politica, più che sociale. Mentre continua ad aumentare, i politici pensano di sfruttarla come scusa per fare “campagna elettorale” attraverso soluzioni poco probabili.

7. Il popolo italiano è allo sbando, è sempre stato allo sbando e continuerà ad esserlo, tra infinite divisioni illusorie e campanilistiche. Qui, come in nessun altro luogo, vige il divide et impera. A vantaggio dei soliti noti. Ma noi continuiamo a scannarci tra juventini e milanisti, tra comunisti e fascisti, tra polentoni e terroni, tra una destra e una sinistra che sembrano avere solo questa funzione: dividerci.

8. Ai giovani si consiglia di andarsene all’estero, direttamente o indirettamente. È la soluzione per una vita dignitosa, sia che lo si ammetta (i più onesti) sia che lo si taccia, per pudore o finto patriottismo. I fatti parlano da soli. Il futuro, qui, è negato, a meno che non ci si adegui alla bassezza.

9. In una ipotetica terza guerra mondiale, noi saremmo, come al solito, i pulcinella. C’è qualche Paese estero che ci considera seriamente come nazione? Non a livello imprenditoriale, non a livello economico: c’è davvero qualcuno che si può fidare dell’Italia come Stato?

10. In Italia le aspirazioni muoiono laddove entri in un qualsiasi ufficio pubblico e ritrovi la cara, vecchia Burocrazia ad aspettarti al varco.

GENERAZIONI-IN-CRISI

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10 commenti su “10 motivi per cui l’Italia mi fa paura

  1. makeupraimbow
    4 marzo 2014

    Hai ragione e non è tanto terribile che si senta paura…io peraltro..posso dirti che ogni giorno di più, pur avendo un lavoro e avendo un marito che nel bene e nel male ha sempre lavorato e lavora…vorrei andarmene…una delle poche ragioni per le quali siamo rimasti è che ad un certo punto uno arriva alla nostra età e vuole realizzare un progetto che se andasse all’estero non potrebbe realizzare in breve tempo.
    Però..credimi ogni giorno… io penso che ce ne dovremmo andare…e che nn ha senso stare qua… io lui e i ns gatti…

    • Bia
      4 marzo 2014

      UGUALE. E capisco bene quando dici “alla nostra età”, però credo anche che se il lavoro del mio compare dovesse “barcollare” andremmo via lo stesso, anche a 50 anni e nonostante le difficoltà del caso. Per ora non ha senso (visto che a lui piace il lavoro che fa), però è un tarlo che, come per te, è sempre dietro ogni pensiero.

      • makeupraimbow
        4 marzo 2014

        ma certo…recentemente ha dovuto cercare un altro lavoro… e l’ha trovato…con anche un buon inquadramento…ma la verità è una …che secondo me è già da mo che che ne dovremmo andare…

      • Bia
        4 marzo 2014

        già….

  2. Emily
    4 marzo 2014

    Ho sempre desiderato trasferirmi all’estero, sin da quando avevo 12 anni. Penso alla gente che non mi capiva, che mi considerava strana. Gente che adesso in Italia non ci abita più.
    E’ strano forse che io sia ancora qua, ma neanche troppo: io ho scelto di studiare e di farlo qui; chi ha scelto la strada del lavoro, non riuscendo a trovarlo in Italia alla fine se n’è andato. Semplice.
    Spero di non restare bloccata qui per sempre, anche se ogni mia prospettiva è molto scoraggiante: non ho voglia di lasciare l’università a metà, non è da me (senza parlare del fatto che i miei hanno speso tutti i soldi necessari senza mai imporsi sulle mie scelte), quindi la concluderò, ma poi vorrei andarmene e sinceramente dubito che all’estero potrei far fruttare la mia laurea, probabilmente considerata inutile ovunque. Io e la mia mania di seguire sempre la strada che amo e mai quella che magari mi fa schifo, però mi ingrasserebbe il portafoglio e non la soddisfazione personale.

    • Bia
      4 marzo 2014

      Se ti laurei in filosofia, potrei farti qualche esempio che forse può farti cambiare idea. Anche io sono laureata in filosofia, laurea inutilissima in italia (ma nemmeno poi tanto rispetto ad altre), ma all’estero non è così. Quindi mai dire mai, dipende da quello che hai voglia di fare e di imparare dopo. E cmq fare ciò che si ama, come fai tu, è la prima cosa importante per stare bene nei propri panni 🙂

  3. contevlad
    5 marzo 2014

    11) …perchè il problema non è “la grande bellezza”, ma la grande ignoranza…

    • Bia
      6 marzo 2014

      già… quella che porterà via anche la grande bellezza da qui. Sarà la grande espatriata!

  4. TitaniaVlad
    7 marzo 2014

    Sai già che una parte di motivi che hai segnato ci ha portato a pensare seriamente di andarcene dall’Italia, paese splendido gestito da gente… meno splendida… Un futuro che ogni giorno che passa diventa sempre più nebuloso per noi… per non parlare dei nostri “figli”…

    • Bia
      8 marzo 2014

      infatti… una nebbia impenetrabile e puzzolente pure! Chissà…

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