Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Valutazione dei dipendenti: fatele fare ai precari

No, non voglio dire che i precari debbano essere valutati (lo sono già ogni minuto). Parlo proprio dei dipendenti, degli assunti. Se le aziende fossero serie e facessero una valutazione periodica dei propri dipendenti, ci sarebbe una giuria perfetta: I PRECARI.

I precari che lavorano a stretto contatto coi vostri dipendenti quasi ogni ogni giorno e che sanno che non possono aspirare a un posto fisso… Queste persone (lo sapete che sono persone, sì?) hanno una capacità di giudizio e critica insindacabile. Sono in grado di scovare tutte le nefandezze che i cari dipendenti a volte si abbassano a fare.

3275241472_80a2e524df_oNo, non è una guerra, gli uni contro gli altri, dipendenti vs precari. No. È una ricerca verso l’efficienza e la serietà. Le volete, l’efficienza e la serietà, sì? (Mah…). Quindi, anziché guardare il dito e non quello che indica, provate, cari dirigenti, imprenditori, manager, a non fare valutazioni a caso sui vostri cari dipendenti. Affidatevi a chi non ha nulla da perdere ma ha più competenze dei vostri dipendenti dell’ufficio del personale. Tanto ve lo fa pure a gratis, se glielo chiedete.

Al precario non sfugge niente. Lui, pagato miseramente per lavorare il doppio degli altri, sa riconoscere un fancazzista da una persona seria, sa quando le pause caffè/sigaretta/telefonate sono una scusa frequente per perdere tempo, sa quando l’incapacità viene nascosta dai paroloni, quando l’incompetenza è celata dagli anni di esperienza (leggasi anni di assunzione), quando a fronte di un lavoro da organizzare le lamentele inutili vogliono solo distogliere l’attenzione da una totale disorganizzazione.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPerché non è possibile, davvero, non è possibile che esistano così tanti assunti incapaci e fannulloni. Non sono la maggioranza, per carità, ce ne sono molti bravi, anche sottopagati, ma bravi, seri e capaci. Ma di fianco a questi ce ne è sempre qualcuno completamente fuori luogo, un incompetente o un assenteista, uno che si è “seduto” o uno che per un mal di unghia prende 3 settimane di malattia. E non è umanamente possibile affiancare questi a dei precari: l’odio scaturisce naturalmente.

Perché io giovane e con voglia di fare devo essere messo sotto le direttive di queste bestie? (ovviamente non è il mio caso, non sono mica giovane).

E scaturisce anche un dubbio: ma alle aziende importa qualcosa di come viene svolto il lavoro? Forse no. Perché per ogni dipendente cretino c’è sempre un precario che gli para il cosiddetto fondoschiena. Ed è più comodo fare così, piuttosto che guardare in faccia il problema. O no? Anzi, c’è qualche problema?

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14 commenti su “Valutazione dei dipendenti: fatele fare ai precari

  1. NonnaSo
    7 febbraio 2014

    Va beh ma io sono ANNI che lo dico. Ancora quando lavoravo in azienda potevo facilmente indicare fancazzisti e brutte bestie, zoccole e mignottone .. Ma la verità e’ che di questi tempi in azienda serve gente così, per giustificare la crisi invece che risollevarsi, per adeguarsi alla massa che se la passa male perché distinguersi.. Beh distinguersi porta domande dal fisco, tasse, difficoltà, e anche un po’ di odio e invidia (che non fan mai bene).
    E comunque io che lavoravo bene: licenziata, ma loro sono ancora tutti li, nei loro bei posti caldi.. Ma va bene così. Si meritano a vicenda

    • Bia
      7 febbraio 2014

      Tutto ciò mi porta a desiderare sempre e con più forza l’espatrio. Perché come dici tu è la mentalità quella marcia e quello che fa male (il problema che NON si vuole accettare) è che non è la mentalità dell’imprenditore stronzo, ma di una gran parte dei lavoratori, gli stessi che magari sono capaci di scendere in piazza a fare casino al grido di “tutti a casa” (i parlamentari… ma in verità li invidiano?).

      • NonnaSo
        7 febbraio 2014

        Esattamente! Sono i loro ruoli modello, i supereroi di cui vorrebbero il lavoro (ma soprattutto lo stipendio e la giustificazione a non fare un cazzo!)

  2. NonnaSo
    7 febbraio 2014

    L’ha ribloggato su Giovane Carina e Disoccupatae ha commentato:
    un post così squisitamente illuminato che concordo anche con le virgole…

    • Bia
      7 febbraio 2014

      e le virgole, mai come in qusto caso, sono importanti! 😉

  3. ottaluna
    8 febbraio 2014

    Condivido tutto, ma ti dico anche che queste cose si vedono chiaramente anche da impiegati: quando si è uno dei pochi a dare sempre il massimo, e vedere che tanto ai capi non interessa vedere quello che è palese, allora è ugualmente frustrante. O scegli di scendere anche tu al loro livello, vivacchiare perdendo tempo in ufficio come fanno loro, oppure non resta che mollare.

  4. sweetmilla123
    9 febbraio 2014

    Condivido pienamente. Uh…se avessi potuto fare io una valutazione di quelli con il posto fisso…quante ne avrei dette! Ma mi avrebbero accusata di gettare fango sugli altri per i miei scopi e allora avrebbero puntato il dito su di me. E’ un cane che si morde la coda.. 😦

    • Bia
      10 febbraio 2014

      Sì, certo, ci avrebbero provato. Eppure la verità sarebbe emersa. Il problema è che non la cerca nemmeno chi sta ai cosiddetti “vertici”, spesso…

  5. masticone
    11 febbraio 2014

    ti ho scritto di nuovo ma mi sa che sono rifinito nello spam
    avrei qualcosa da farti leggere.
    sei interessata?

  6. Pingback: Valutazione dei dipendenti: fatele fare ai precari | PhilosoBia

  7. contevlad
    14 febbraio 2014

    Hai scoperchiato un vaso di habanero, sott’aceto. Hai messo il ferro caldo sulla ferita appena cicatrizzata. Non serve che il “Precario” faccia la valutazione al “Fisso”, nemmeno che la valutazione venga fatta verso i dirigenti. Cosa serve? Mah, bho a mio avviso tornare indietro di almeno 50 anni.
    Quando tutti avevano voglia di risollevarsi, quando tutti avevano una morale e un etica da seguire. Un modo “antico”, antiquato direbbero in tanti, ma era quello che funzionava. Con le gerarchie,il capo sapeva cosa facevi, e soprattutto sapeva di “quello” che facevi. Il dirigente di conseguenza, gente che era partita dalla gavetta, e non assunta per essere già li sul pianerottolo, a controllare numeri e grafici. Ecclatante l’esempio di questi giorni, sta passando il Lunedi , o Martedi sulla RAI una trasmissione sui Boss che si calano nei panni degli operai-impiegati delle proprie aziende, per vedere come funziona e i problemi che ci possono essere. Nel 2013 questo comportamento permette la realizzazione di un format televisivo, una volta era la prassi.
    No non funziona più nulla cosi, infatti siamo in piena crisi. Crisi di valori, di etica, di competenza prima ancora che economica. Lo vediamo anche da noi Fissi, il collega fancazzista e quello che si barcamena. Ma anche se vai a reclamare con il tuo diretto superiore, NON HA LE PALLE per risolvere la situazione, perche siamo tutti un po’ menefreghisti e soprattutto è cresciuta una generazione, la mia, senza capacità e istruzione, e soprattutto INCOMPETENTE. Non ha caso siamo un popolo di analfabeti. Pensiamo di essere fenomeni e di sapere tutto, leggendo Leggo e Metro la mattina. Siamo quelli che accompagnano i figli a scuola fino alle superiori, come potrà mai crescere con responsabilità.
    Stiamo crescendo in una società dove l’importante è l’uso del mezzo, non capire come funziona il mezzo.
    Forse però siamo alla fine, la fine di un epoca che come il risorgimento il rinascimento, l’illuminismo ecc ecc, verrà catalogato nei libri di scuola del futuro, come… chissà???

    • Bia
      15 febbraio 2014

      I secoli bui ci sono già… l’epoca delle menti tristi?
      Condivido tutto ciò che hai scritto, ogni singola parola! E grazie del contributo 🙂

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