Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Essere giornalista oggi: compenso da 1,05 euro, ecco quanto vale

Quando ho aperto il mio conto online per verificare le solite spese (sempre troppe) e il saldo finale, non ci potevo credere. Ho guardato bene, tre volte, ho ricaricato la pagina e lui era sempre lì, beffardo.

BONIFICO DA 1,05 EURO da parte della casa editrice per il mio lavoro svolto.

Cosa c’è di tanto ridicolo? Ecco cosa c’è e parto dall’inizio:

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1. Faccio due colloqui, fuori sede, a spese mie, per essere “presa” come collaboratrice/corrispondente per questa rivista molto conosciuta nel settore in cui opera e, in apparenza, molto seria. Ripeto, due colloqui.
2. Comincio la mia collaborazione, che consiste nel presenziare a conferenze/eventi/seminari, per poi scriverci sopra un pezzo o almeno così mi fanno credere. Ciò implica: tempo (almeno 4 ore), biglietto treno, biglietto metro.
3. Mi spiegano che verrò pagata se e solo se il mio pezzo verrà pubblicato. Certo. Non mi dicono però che per ogni conferenza mi faranno scrivere al massimo 10 righe e che, a volte, vado là solo per fare presenza.
4. Mi fanno firmare anche un contratto di collaborazione continuativa talmente ridicolo che al secondo colloquio mi viene detto in faccia: «Ci teniamo a fare le cose in regola, ma quel contratto non vincola nessuno, né lei né noi». Fa commuove tanta sincerità, no?

L'UrloDiMunchDopo la terza conferenza (che prendo anche seriamente, io, la cretina) decido di mandarli a quel paese, visto che mi è ormai chiaro che non c’è nessun guadagno, ma ci sono solo molte spese a carico mio. Do per scontato che non riceverò un centesimo da questo “lavoro”. E cosa scopro dopo un mese? Che la loro serietà professionale non si smentisce: mi hanno fatto un bonifico di ben 1,05 euro.

Caro giornalista, è questo quello che vali per noi.

Caro editore, cari editori tutti, fate un favore al mondo intero: EVITATE QUESTE BAGGIANATE.

Cari giornalisti in erba, cari aspiranti giornalisti, cari giornalisti precari: non fatevi prendere in giro, perché ne pagherete voi le conseguenze, alla lunga.

Cari giornalisti che, come me, avete 10 anni di esperienza, o più, contrattualizzata e no: cambiamo mestiere o continuiamo a farci calpestare la nostra dignità di persone, prima, e di lavoratori, dopo? Dobbiamo sempre stare zitti come automi menomati?

Cari inserzionisti (le riviste vivono solo grazie a voi, sapete no?), evitate di fare pubblicità su riviste che sono carta straccia di contenuti, provate a farvi un catalogo, è meglio e vi costerà meno. Cercate la serietà anche in quel campo effimero come la pubblicità: vogliate bene al vostro business.

Mi sento indignata, come persona e come lavoratrice. Capisco che quel bonifico rispecchia solo i conti burocratici di una macchina aziendale, non la prendo sul personale, ma santo cielo… dove siamo finiti? Ci sarà pure qualche persona dietro i conti e dietro i borderò, che guarda certe cifre: NON CI SI VERGOGNA? Non si capisce che c’è qualcosa di malato sotto certi contratti finti? Sotto certe parole, sotto certi lavori, sotto certe facciate?

Avrei apprezzato di più un bigliettino di auguri di Natale, anche di carta riciclata.

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25 commenti su “Essere giornalista oggi: compenso da 1,05 euro, ecco quanto vale

  1. NonnaSo
    13 gennaio 2014

    ma porco….cacchio che brutta brutta brutta gente (e tu sai che dentro di me li sto insultando ben peggio). Dai, non ti dico nulla solo sappi che ti capisco… 😦

    • Bia
      13 gennaio 2014

      Eh lo so lo so che mi capisci, e bene… 🙂
      Mi fa rabbia che certe bassezze ormai siano diventate routine e che siano addirittura viste come un’aspirazione dai giovani meno sgasati che inseguono un sogno, perpetrando certi scempi…

      • NonnaSo
        13 gennaio 2014

        ma scusa nel contratto non erano contemplati i compensi?

      • Bia
        13 gennaio 2014

        sì, certo, ridicoli anche quelli. È specificato un tot a cartella (da fame, nemmeno un’ora di stiraggio costa così poco), ma non ti dicono certo che non ti faranno mai arrivare a una cartella scritta!

      • NonnaSo
        13 gennaio 2014

        hm… e questo ci insegna a non firmare mai più contratti così ridicoli 😦 certo che non si finisce mai di imparare… che schifo

      • Bia
        13 gennaio 2014

        No ma infatti… Avevo “nasato” la presa per i fondelli, ma non pensavo si arrivasse a tanto, alla fine. Ormai davo per scontato che non mi dessero nulla. Ma quel bonifico, davvero, mi ha fatto ribaltare dalla sedia!

      • NonnaSo
        13 gennaio 2014

        in effetti oltre al danno la beffa 😦

  2. Pingback: Essere giornalista oggi: compenso da 1,05 euro, ecco quanto vale (di PhilosoBia) | Evaporata scrittrice

  3. ddrD
    13 gennaio 2014

    SCHIFO. non ci sono altre parole.

    • Bia
      13 gennaio 2014

      eh già. Solo tanto schifo, perché non è tanto il pagare poco che fa imbestialire (oggi giorno tutto viene pagato poco, come elemosina), ma è il fare per scontato che questo mestiere vale ZERO al di fuori dei canali preferenziali (contratto nazionale dei giornalisti).

  4. Annarital
    14 gennaio 2014

    fanno prima a chiamare le cose con il proprio nome: Sfruttamento!

    • Bia
      14 gennaio 2014

      sì, sarebbe più dignitoso per tutti, in un certo senso!

  5. estetistatraimulini
    14 gennaio 2014

    Premio per te sul mio blog! Shine on Award 🙂

    • Bia
      14 gennaio 2014

      Urca, grazie mille davvero! 🙂 🙂 🙂

  6. SarinaElba
    15 gennaio 2014

    Facevano più figura a non mandarti niente. Che gente. Ormai lavorare e farsi sfruttare sono praticamente diventati sinonimi. Onestà e fiducia? Mi sa che sono fuggite all’estero coi cervelli -.-

    • Bia
      15 gennaio 2014

      ahah brava, credo anche io che siano andate in posti migliori… 😦

  7. tradueminutiafinisterre
    15 gennaio 2014

    Ma non ti hanno detto anche “Le stiamo dando una magnifica opportunità formativa!”?
    Chissà cosa provano nel fare queste vigliaccate, se ne rendono conto di essere così meschini o dopo un po’ che non si usa la coscienza evapora.

    • Bia
      16 gennaio 2014

      è quello che mi chiedo anche io! come si fa a essere così gretti? Mah. Comunque si sono risparmiati la manfrina sulla “opportunità” solo perché la mia età tradisce già mille altre gavette… (meglio pagate, tra l’altro!) 🙂

  8. reganjayoung
    4 febbraio 2014

    Ma che comportamento di m…! Gli altri insulti ve li risparmio….

    Sapevo che i giornalisti venivano sfruttati (fonte: me stessa che si informa perché vuole diventare anche lei una giornalista e che ha scritto qualche articolo on line mai pagata ovviamente, anche se me l’aspettavo… l’ho fatto più per passione che altro… per questo ho aperto un blog zero costi scrivi quello che vuoi… ecc..)

    ma comunque anche se qualcuno mi ha raccontato che la strada è dura e ha dovuto mollare perché ha aperto una rivista da solo e i costi erano enormi…. Beh… questo rimane il mio sogno… sicuramente un’utopia irrealizzabile…

    PS: bel blog! =)

    • Bia
      4 febbraio 2014

      Ciao e grazie del commento! In bocca al lupo per la tua strada… sicuramente è dura (ma non è mai detto, ognuno ha la propria storia) e di sicuro se riesci a farti le giuste conoscenze il sentiero diventa più semplice. Certo, la bravura non va a braccetto con la meritocrazia, in questo paese… ma forse non la pensano così i redattori del Corriere della sera, per esempio, o di Repubblica 😀 😀
      che dire, io dopo tutti questi anni non vedo l’ora di lasciarla, questa strada…!

      • reganjayoung
        4 febbraio 2014

        =) Crepi! Chissà cosa farò… Magari nulla… Ma una cosa è certa! A me piace scrivere e continuerò a farlo nel mio blog… =) Ciao ciao!!

  9. Pingback: Essere giornalista oggi: compenso da 1,05 euro, ecco quanto vale | PhilosoBia

  10. Pingback: Precari: facciamoci pagare! | Editoria Precaria

  11. la rana a righe
    20 febbraio 2014

    Che roba! 😦 Resto veramente senza parole di fronte a comportamenti del genere. Retribuzioni così (‘na faticaccia chiamarle retribuzioni) sono un insulto alla dignità delle persone. Sfruttano la disperazione di noi “giovani” (una volta!) disposti più o meno a tutto nella speranza di ipotetici miglioramenti futuri. Ma è ora di dire basta.

    • Bia
      21 febbraio 2014

      Già, è una schifezza. Purtroppo ci sono ancora troppe persone disposte a tutto pur di fare questo mestiere, ma non capiscono che un “mestiere” non si impara così…!

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