Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Come fare l’editing dei propri testi

editingredpen«Io sono convinta che la scrittura non serva per farsi vedere ma per vedere» diceva la Tamaro. E scrivere è una vera e propria necessità, che va oltre la passione, per molti italiani. Ma la passione non basta mai, ci vuole anche un po’ di senso critico per correggere, sistemare, abbellire ciò che si crea. La scrittura è un veicolo: fate in modo che il viaggio sia piacevole. 
Parlando di racconti o capitoli di un libro ci sono alcuni semplici accorgimenti da poter adottare per migliorare il testo a cui si lavora senza passare dall’editor (o prima di farlo).

1. Stampare: è buona norma rileggere il proprio testo in prima bozza su carta stampata. A video non è la stessa cosa, perché quando scriviamo è un continuo rileggere le frasi e i paragrafi ma vi assicuro che farlo a mente fresca su carta stampata vi mostrerà errori o semplici correzioni che sul monitor non “saltavano all’occhio”. Munitevi di una bella biro rossa e via con tutte le correzioni o gli stravolgimenti del caso.

2. Tagliare come un dannato: bisogna eliminare, eliminare ed eliminare. Riducete tutto all’osso, così da imprimervi bene in testa quello che è l’essenza del testo e poi ripartite da questo, eviterete così di perdervi nei labirinti delle vostre rappresentazioni mentali. Sapete bene che cosa vorreste dire, ma trasmetterlo ad altri è un’altra cosa. Quindi focalizzatevi sul messaggio (poche parole, una frase) e non deconcentratevi anche se avete molte altre cose da dire. Non avete di idea di quanto inutili possano essere alcuni passaggi: indispensabili per l’autore, noiosi e fuorvianti per il lettore. E se vi viene qualche dubbio (“questo è noioso o no?”), tagliate, perché lo è sicuramente.

3. Eliminare aggettivi e avverbi: il più delle volte sono inutili, come ho già spiegato qui. Ci sono sempre dei termini o dei verbi appropriati a una situazione e che descrivono da soli tutto ciò che volete dire. Usate sempre un buon dizionario, un aiuto indispensabile. E stravolgete le frasi, quando è necessario: vi stupirete dalla varietà di modi che ci sono per poter dire la medesima cosa. Scegliete quello che preferite o che più si avvicina al vostro stile.

4. Evitare le subordinate: preferite paragrafi e frasi corti, non assecondate la vostra voglia di subordinate, anzi, combattetela il più possibile. Molto meglio un punto ben messo che un “poiché” o un “sebbene” che allunga la frase di tre righe, per esempio. Le subordinate delle subordinate, poi, sono un vero pugno allo stomaco per chi legge. Leggere è un piacere, non uno sforzo di concentrazione. Siate fluidi il più possibile.

5. Rileggere ad alta voce: anche questo è un “trucco” per capire se siete sulla strada giusta. Usate intonazione, come se raccontaste una storia a un bambino. Vi accorgerete facilmente se il discorso “fila” o se invece necessita di qualche modifica. Per esempio, usate le pause secondo la punteggiatura (è fondamentale) e se abbonda eliminatela, se manca aggiungetela. Sempre.

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17 commenti su “Come fare l’editing dei propri testi

  1. Ceci.
    11 novembre 2013

    parole sante!

    • Bia
      11 novembre 2013

      😉 grazie, piccole cose che spesso si dimenticano

  2. patonyblog
    12 novembre 2013

    Brava Bia, hai colto nel segno…!

  3. Pingback: Caccia al refuso: tre trucchi (infallibili) per correggere bozze | PhilosoBia

  4. Barbara Picci
    13 dicembre 2013

    Ma sai che ti devo ringraziare? Sto correggendo un testo importante e l’altro giorno ho letto questo tuo post… Mi è stato davvero utile, ho quasi finito la correzione su testo stampato e, se il mio editore riceverà il testo entro la settimana prossima, sarà merito tuo 🙂

    • Bia
      13 dicembre 2013

      Ma dai! Sono proprio contenta 😀 (spero solo che i miei suggerimenti siano in linea con quelli dell’editore, sai com’è, ognuno ha le sue fisime, ma se piace a te significa che va bene). Fammi sapere che ti dice 😉 e grazie a te!!

      • Barbara Picci
        13 dicembre 2013

        Beh diciamo che il testo lo conosceva già. Dovevo solo consegnargli il mio definitivo, ma adesso passerà per il suo editor, quindi delego a lui la patata bollente ah ah ah
        Però volevo consegnare un buon testo e anche gli accorgimenti sul tagliare il superfluo mi sono stati utili. Ti volevo chiedere una cosa… tu cosa ne pensi della e (e le altre vocali) eufonica? Te lo chiedo perché io ero una fissata, sai com’è, quelle cose che ti porti dietro dalle elementari e che ti sembrano scontate, poi arriva qualcuno che ti dice che sono superate e non si usano… Non ho ancora capito quali regole esistono davvero e quali sono gli usi a riguardo… magari potrebbe essere un argomento di un post… I falsi miti grammaticali ahahahha 😉

      • Bia
        13 dicembre 2013

        ahahah bravissima! ottimo consiglio 🙂

        Per quanto mi riguarda la D eufonica è da utilizzare solo ed esclusivamente quando la parola dopo la congiunzione inizia con la stessa vocale (esempio: “ed era tardi”, “calmo ed euforico”; “calmo e attonito”; “andiamo ad asciugare”, “andiamo a urlare”).

        Ovviamente, però, bisogna seguire un senso logico: la funzione della D eufonica è rendere più leggibile il testo (o la pronuncia). Quindi, se abbiamo una frase tipo “stavamo potando le aiuole e aiutando i giardinieri” o “ti aiuterei e aiuterei anche”, qui ci potrebbe stare molto bene, te ne accorgi proprio leggendo ad alta voce (la lingua fa tipo un triplo salto mortale senza la D eufonica).

        Per quanto riguarda “od”… è talmente brutto che non lo uso mai e quando lo vedo cambio tutta la frase 😀

      • Barbara Picci
        13 dicembre 2013

        Dopo che mi hanno fatto l’osservazione ero arrivata anch’io a una soluzione del genere e comunque hai ragione, e qui arriva il mio prossimo passaggio (sempre mutuato dai tuoi consigli) che sarà quello di (passare il week end a) leggere a voce alta. Però lunedì consegno!!! Intransigentemente (anche se gli avverbi che finiscono con “mente” sono deprecati).
        Ah ah ah grazie ancora, ti seguo con molto piacere 🙂

      • Bia
        13 dicembre 2013

        Ahahaha! Un weekend intensamente, appassionatamente e diligentemente dedicato alla lettura! 😀 Buon fine settimana allora e grazie ancora, perché almeno tu mi hai fatto sentire un po’ utile professionalMENTE 😉

      • Barbara Picci
        13 dicembre 2013

        Assolutamente… quoterei tutto il tuo interessante blog.
        Buon fine settimana anche a te, io spero solo di sopravvivere, mi trovo in quei difficili momenti in cui quello che leggi non ha più senso e ti esce dalle orecchie. Se fosse per me, a questo punto, butterei tutto dalla finestra, lo conosco quasi a memoria! Che Manzoni mi aiuti ahahahahha 😉
        Alla prossima 🙂

      • Bia
        13 dicembre 2013

        ahahaha! come ti capisco! Il trucco è prendersi una pausa, se vuoi anche una pausa un po’ “low level”, tipo, che so, guardare beautiful o cose così (la D’Urso no, ecco, è troppo) 😀
        E poi, dopo qualche ora o, ancora meglio, dopo un giorno, rivedi tutto per un ultimissima volta.

        Un abbraccio (e buon lavoro!) 😉

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Questa voce è stata pubblicata il 11 novembre 2013 da in Al lavoro! con tag , , , , .
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