Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Vi ricordate l’Albania degli anni ’90?

È una delle meravigliose coste albanesi. Il il turismo in alcune aree si sta sviluppando molto meglio che in alcune aree italiane.

È una delle meravigliose coste albanesi. Il il turismo in diverse aree si sta sviluppando molto meglio che in alcune zone italiane.

Era il tempo dei gommoni, degli scafisti che portavano qui centinaia di immigrati che avevano la fortuna, forse, di non avere la pelle scura e di conoscere l’italiano, per la maggior parte. In confronto agli immigrati di oggi, che sbarcano a Lampedusa, c’è un abisso. Agli occhi degli italiani, ovviamente. Gli albanesi sono stati odiati solo dopo che si erano insediati, gli altri, invece sono mal visti già da subito.

Ma a parte questo, io me la ricordo bene quell’ondata di migrazioni perché, pochi anni dopo, mi fidanzai proprio con uno di loro. Un albanese. Che all’epoca equivaleva a un insulto. «Sembri un albanese!». Eppure era la persona più “a modo”, educata, istruita, di sani principi che mai avessi incontrato fino ad allora. E ci misi anni a trovane un altro!

Ebbene, ebbi modo di conoscere l’altro punto di vista, quello dell’immigrato. Quello che è visto come un “diverso”, ma che invece ha una prospettiva molto più ampia del Paese che lo accoglie ed è più critico. Conobbi le difficoltà di un Paese alla deriva, l’Albania del “dopo muro di Berlino”.

«Non ci torno al mio Paese, c’è corruzione, non puoi capire, non c’è lavoro, c’è delinquenza, c’è mafia, non ci sono speranze per i giovani. Fa schifo. Mi mancherà sempre, è un Paese bellissimo, ma la gente e i politici lo rovinano». Aveva lasciato la famiglia, con dolore, per venire in uno Stato dove era visto quasi come un appestato o, quando andava bene, come un pappone. Ma “a casa” non ci sarebbe più tornato.

Ora, qualcuno ha il coraggio di dire che oggi l’Italia è diversa? La condizione dei giovani e non giovani è diversa? Le prospettive per gli anni a venire danno qualche speranza? I pensieri che spingono un giovane all’estero non sono forse i pensieri di una persona che semplicemente vuole sopravvivere a uno schifo che non gli appartiene? C’è davvero una lotta da portare avanti per salvare il Paese o è solo propaganda per mantenere lo stato delle cose? Perché è chiesto ai giovani di restare, di lottare e di parlare quando è così evidente che a nessun altro importa della loro condizione (a nessuno ai piani alti, per lo meno) e che non potranno mai fare la differenza?

L’Albania di oggi è diversa da quella di 20 anni fa, certo. Ma quanto?

Ps. La persona che stava con me allora se ne è andata 10 anni fa anche da questo Paese.

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3 commenti su “Vi ricordate l’Albania degli anni ’90?

  1. ottaluna
    29 ottobre 2013

    È vero, ci pensavo anch’io poco tempo fa, stesso identico pensiero sull’Albania e su come cambiano le prospettive, quando l’immigrato diventi tu.
    (E piacere di conoscerti, il tuo blog è una piacevole scoperta).

    • bia
      29 ottobre 2013

      Grazie mille! ho pensato la stessa cosa del tuo 😉

  2. Pingback: Vi ricordate l’Albania degli anni ’90? | PhilosoBia

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Questa voce è stata pubblicata il 29 ottobre 2013 da in Disoccupazione e precariato con tag , , , , , , , , , , , , .
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