Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Estero: facciamo un sondaggio?

jews-vs-emigrantsIl lunedì è per antonomasia un giorno difficile e anche oggi non si è smentito. È da stamattina che il mio cervellino frulla ingredienti poco sani: frustrazione, sogni impossibili, realtà buia, futuro tragico. Bello leggerino insomma.

Va da sè che in una condizione come la mia (per altro comune a tantissime persone, di ogni età), venga quasi spontaneo pensare all’estero come la panacea di tutti i mali, la soluzione immediata a uno stile di vita che è sorpassato e che, per varie ragioni, ci sta soffocando.

Ma è poi così vero? Non potrebbe forse essere invece un vaso di Pandora che, una volta aperto, ci mette di fronte a innumerevoli difficoltà di ogni ordine e grado, dal lavoro alla famiglia, dagli investimenti economici a quelli affettivi?

E mi è venuta in mente l’idea di chiederlo anche a voi, se avete voglia, tempo e buon cuore di condividere con me qualche pensiero. Così, per il gusto di condividerlo (potete scegliere fino a 3 risposte).

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29 commenti su “Estero: facciamo un sondaggio?

  1. NonnaSo
    21 ottobre 2013

    lo ribloggo perché beh… perché lo sai. ma hai dimenticato la mia risposta: no, perché anche andare all’estero è un lusso che bisogna potersi permettere… 😥

    • bia
      21 ottobre 2013

      Hai ragione… Mettila nei commenti! (e grazie)

    • bia
      21 ottobre 2013

      Anzi, vediamo se riesco ad aggiungerlo…

      • NonnaSo
        21 ottobre 2013

        meglio perché non so come metterla nei commenti mentre tu aggiungere una riga al sondaggio è easy 😀

      • bia
        21 ottobre 2013

        Fatto!

      • NonnaSo
        21 ottobre 2013

        yeah! chissà se posso rivotare? ci provo 😀

      • bia
        21 ottobre 2013

        bho… fammi sapere…

      • NonnaSo
        21 ottobre 2013

        ecco appunto non lo posso votare dinuovo… pazienza 😉

      • bia
        21 ottobre 2013

        mi sa che è per il blocco dei cookie…

      • bia
        21 ottobre 2013

        però è a risposta multipla… mumble. BHO!

      • NonnaSo
        21 ottobre 2013

        eh ma io avevo gia votato con 1 voto solo 😦 pace… comunque: ho amici che vivono e lavorano all’estero e che mi dicono che i loro paesi sono stanchi di noi immigrati italiani, che arriviamo con tanti sogni in tasca e niente altro, a “rubare” il poco lavoro che c’è, e che anche nei loro paesi c’è crisi… se sia vero o solo “propaganda” come qua da noi fanno contro i clandestini non so… però da da pensare no?

      • bia
        21 ottobre 2013

        Certo, è da valutare anche quello. Dipende, poi, da dove si vuole andare e da cosa si sa fare. D’altra parte noi non accettiamo i clandestini quando sono uomini o scuri di pelle, ma se sono donne o ragazze dell’est che fanno le badanti… è tutta un’altra storia (per non parlare degli altri mestieri………….).

        Ecco, non sono ancora al punto di voler fare la badante, ma se va avanti così…

      • NonnaSo
        21 ottobre 2013

        fija mia… nun semo qualiffficate…per quello

      • bia
        21 ottobre 2013

        pe’ gniente…

  2. Pingback: Estero: facciamo un sondaggio? | Giovane Carina e Disoccupata

  3. Gioacchina
    21 ottobre 2013

    io c ho vissuto all’estero..lavoravo e i miei affetti non mi mancavano, anzi!!! Per motivi astrusi son tornata ma rifarei le valige domani…il tempo di mettere qualcosina da parte…:-)

    • bia
      22 ottobre 2013

      Brava! almeno tu hai le idee chiare… e sappi che ti invidio per questo! 😉 (lo so, questo post mio trasuda invidia in ogni riga ma la verità è che sono in una nebulosa cosmica).

  4. Emily
    22 ottobre 2013

    Sono appena tornata dal mio solito viaggetto annuale a Londra. Ho una fissa per quella città, è lì che vorrei trasferirmi.
    Ho visto in giro per negozi o pub almeno cinque offerte di lavoro. Due chiedevano esperienza, altre no, almeno non era esplicitato. Erano per lo più lavori part-time, ma pur sempre lavori.
    E’ abbastanza avvilente vedere certe cose per un italiano. Per noi le offerte di lavoro sono oramai poco più che miraggi.
    L’unica cosa che sta facendo il boom ultimamente è il network marketing, ma mi chiedo se ne valga la pena…

    • bia
      22 ottobre 2013

      A Londra, in Inghilterra, in Iralnda… quasi ovunque più al nord c’è una concezione del lavoro tutta diversa da qui, ed è molto avvilente in effetti…
      Qui finché si tratta di marketing e addetti alle vendite non c’è crisi, ma quanto pagano? E, poi, molti lavori sembrano fatti per gabbare la gente (lavoratori e clienti!).
      Mah…

      • Emily
        22 ottobre 2013

        Già, è quello che penso anche io. Mi è stato proposto ben due volte nel giro di pochi mesi di lavorare nel network marketing e dai racconti che sento in giro per molti è l’unica soluzione. Ma a me queste cose che hanno gran successo e promettono di guadagnare un sacco di soldi senza muovere quasi un dito non hanno mai convinto… Probabilmente proprio perché sono italiana e per me guadagno troppo facile significa fregatura…

      • bia
        22 ottobre 2013

        O forse perché sei onesta e sai che “Guadagno facile” = imbroglio 😉

  5. lilaccci
    22 ottobre 2013

    Per me, sono valide tutte le risposte. Mi piace viaggiare, sono per natura e per ciò che ho studiato molto esterofila. Qui non vedo futuro, ovvio, come tutti. Però però però. Ho qui famiglia e compagno, sto, nonostante tutto, cercando di costruire una vita qui. Questo è il mio Paese, e ‘sento’ di dover tentare e fare di tutto per stare bene. come hai scritto tu. Senza contare le ovvie difficoltà oggettive che servono per trasferirsi: soldi da parte e via dicendo. Gli amici expat mi dicono che anche ‘lì’ (Inghilterra, Irlanda, Francia) la crisi c’è e la concorrenza è ovviamente altissima. Alcuni di loro lavorano nei call center o come camerieri, pagati meglio certo, ma di realizzazione professionale non se ne parla, almeno per ora. Insomma: di sicuro c’è più lavoro e meritocrazia, ma non è tutto oro quel che luccica…

    • bia
      22 ottobre 2013

      vero non è tutto oro quel che luccica.
      però è tutta “cacca” quel che puzza (più o meno) 😀

      bho, il futuro è quello che mi attanaglia di più. Il pensiero di fare un figlio mi atterrisce, la mia vita professionale è ridotta a zero e quando non avrò più la disoccupazione avrò già 37 anni. Chi mi si piglia? Che faccio? Sob.

  6. persbaglio
    22 ottobre 2013

    Bè io ci sto all’estero da meno di due mesi. Parecchie difficoltà iniziali :organizzare, lasciare, abbandonare amici e famiglia, una casa senza mutuo, un lavoro a 7 euro l’ora.
    Per ricominciare a 40 anni una nuova vita. Non ho rimpianti, se non quello di non averlo fatto 10 anni fa, la qualità della vita ti ripaga di tutto! Il mio personale problema è la lingua, io credo di avere poca memoria e credo che studiare il tedesco sarà faticoso… Ma è una sfida che voglio vincere! Perchè siamo venuti qui? Il mio consorte qui ha l possibilità di fare un lavoro edificante e per il quale ha studiato, qui gli si da la possibilità di crescere ed acquisire conoscenza… E forse, per che no, forse faccio pure un figlio! 🙂

    • bia
      22 ottobre 2013

      Wow, la tua ultima frase è emblematica. Siete coraggiosi! Vi faccio un grande in bocca al lupo e sappiate che nonostante le difficoltà, che io nemmeno mi sogno, avete fatto la scelta più giusta (e invidio il tuo compare! Anzi, un po’ anche te… 😉 )

  7. rckhsl
    22 ottobre 2013

    Metto un commento a questo post, ma ne ho letti diversi e mi riferisco a tutto quello che scrivi.
    Sei bravissima – rispecchi la vita vera di tantissime di noi! Anche tu con lucidità e ironia e quella rabbia che se non la buttiamo fuori per scritto quasi non sappiamo che farne (ahimè). Ti immagino a uno dei nostri tragicomici ritrovi serali in cui si finisce a ridere come matte per mantenere un po’ di dignità…
    Mi fai venire voglia di scrivere tutte le storie (sai quante? Forse sì, lo sai) di amiche che hanno col lavoro esperienze di umiliazione, prevaricazione, esclusione. Magari una volta lo faccio. Lo scrivo nella lista dei buoni propositi. Poi però mi viene l’ulcera.

    Vai all’estero! Provaci.
    Io ci sono stata, ci ho *mandato* due miei amici (che ci sono rimasti), diversi altri amici e amiche sono partiti senza bisogno del mio incoraggiamento, e tutti sono sollevati, gratificati, meravigliati.

    • bia
      22 ottobre 2013

      Wow! Ragazza mia ti ringrazio, tu sì che sai motivare le persone 😀
      Ci mandi pure me all’estero? Please! 🙂
      Scrivo quello che mi capita nella vita e nella testa, perché è l’unica cosa che so fare… se poi questo mi porta a conoscere seppur virtualmente persone come te ben venga 🙂

      Sì dai! Fai il post delle tue amiche, esorcizza tutto con noi, che fa sempre bene, sia per chi scrive che per chi legge.

      Io all’estero ci andrei anche domani, ma a parte le mille scuse che riflettono le altrettante paure, un ostacolo oggettivo c’è, il mio compagno ha un lavoro stabile qui… Stabile come è stabile al giorno d’oggi, per carità, ma di lasciare l’unica cosa buona che ho costruito in 35 anni non me la sento…

      Però non è mai detto.

      Allora, quando è il prossimo ritrovo serale? 😉

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Questa voce è stata pubblicata il 21 ottobre 2013 da in I sondaggi della Bia con tag , , , , , , .
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