Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Giornalismo: hobby o lavoro?

journalistDi recente ho fatto un colloquio. Per il mio lavoro, ossia giornalista. Ebbene, figata, direte voi. E lo dico anche io. Quello che mi ha stupito, però, oltre a essere chiamata (dopo mesi e anni di silenzio stampa da curriculum) è stata la RETRIBUZIONE.

Non aspiro più a un posto fisso (dopo l’avventura passata me ne voglio stare alla larga, se mai esistesse ancora qualcuno che ti assume con Articolo 1), quindi lavorare da free lance, come facevo anni or sono, mi andrebbe più che bene.

Ma non avevo fatto i conti con la crisi. Se fino a 10 anni fa mi pagavano 30 euro a cartella, oggi me ne danno 10. E ho anche vari anni di esperienza in più… che dovrebbero valere qualcosa. Ma tant’è: o così o pomì.

Sono fortunata perché ho fatto il colloquio o perché posso permettermi di lavorare in perdita? Sì perché quando mia madre mi ha chiesto: «Ma ti conviene lavorare per così poco?» la mia risposta è stata «Ma sì, almeno faccio qualcosa». Che non è propriamente l’entusiasmo di uno che accetta un lavoro nuovo (anche perché è lavoro davvero?).

Bho. Potrei fare collane di perline, iniziare ora e venderle on line o agli amici. Credo che l’entusiasmo sarebbe lo stesso.

Ah, se posso permettermi di accettare un lavoro simile è solo perché ho l’assegno di disoccupazione alle spalle.

Amarezza e delusione. Mi sono un po’ stancata di questo hobby, lo ammetto.

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10 commenti su “Giornalismo: hobby o lavoro?

  1. Jeremy Merrick
    13 settembre 2013

    In “Fai bei sogni” Gramellini diceva che nel suo primo lavoro da Giornalista era pagato il corrispettivo di un cornetto e di un cappuccino (mi sembra di ricordare).. Amarezza e delusione sono più che lecite, ma se è quello che ti interessa e lo fai con passione qualcosa indietro ritorna prima o poi.. te lo auguro, almeno! 🙂

    • bia
      13 settembre 2013

      Mah, di Gramellini ce n’è uno eh 🙂
      Non lo so, dopo 10 anni mi sento molto stanca e soprattutto demotivata, e fare il gambero non mi piace. Non lo so, sto vagliando un po’ tutti i miei sogni in questo periodo, vediamo che cosa ne verrà fuori 😉

      • Jeremy Merrick
        13 settembre 2013

        Tu non puoi saperlo ma magari nel futuro qualcuno dirà la stessa cosa di te. “Mah, di Bia ce n’è una eh”.
        Ti posso capire. E’ frustrante e la mia situazione ha quache analogia con la tua, però qualcosa ne verrà fuori. In bocca al lupo!

      • bia
        13 settembre 2013

        Grazie mille, ne sono convinta anche io 🙂 qualcosa di buono salterà fuori, l’importante è non fermarsi mai e non farsi soffocare i pensieri. In bocca al lupo anche a te!

  2. NonnaSo
    13 settembre 2013

    e come ti capisco.. lo sai. “ho alle spalle l’assegno di disoccupazione” (che teoricamente ti toglierebbero se sapessero che lavori, quindi non conta) “lavoro tanto per fare qualcosa” (altrimenti mi sparo un colpo a stare a casa tutti i giorni tutto il giorno a leggere annunci) “Chissà che magari qualcosa di buono non ne esce”(tolto il calcio in culo che arriva sempre, perché non c’è più la cultura del valore ma solo quella dello sfruttamento) “c’è la crisi” (si fotta la crisi, la crisi l’ha fatta la gente che si nasconde dietro il dito del “c’è la crisi, buffoni!)-…. ahi che amarezza

    • bia
      13 settembre 2013

      sì, esattamente così! Guarda, lo faccio solo perché non mi tolgono l’assegno di disoccupazione (per una collaborazione simile, anche se la dichiarerò, non me lo tolgono… anzi, rideranno pure quando vedranno l’importo!).
      “Tanto per far qualcosa”… partiamo da qui e dall’amarezza.

      • NonnaSo
        13 settembre 2013

        infatti l’assurdo di cui mi sono accorta anche io è questo: ti tolgono il sussidio se trovi lavoro, ma i lavori che trovi non ti ripagano nemmeno lontanamente rispetto al sussidio (il che è tutto dire) quindi il sussidio è un INCENTIVO a non trovare lavoro, finchè c’è.
        assurdo.

  3. lilaccci
    13 settembre 2013

    Cara la mia Bia, tu lo sai che ti capisco bene. Di anni di esperienza non ne ho dieci, ma cinque si, e le scuole private retribuiscono una mia lezione poco più della colazione di Gramellini. Per non parlare dei lavori di traduzione… Lasciamo stare và. Io dico, per il momento, prenditi l’assegno e fa’solo quello che ti piace, almeno te lo ricorderai come un bel periodo!! 🙂 P.S.anch’io sono in fissa con la sigla di Unti e Bisunti!

    • bia
      13 settembre 2013

      ahahah ma davvero anche tu in fissa? la trovo bellissima, deve avere dei messaggi subliminali 😀
      Grazie per il tuo consiglio, mi sa che lo seguirò alla lettera… 😉
      E un abbraccione!

  4. Pingback: Giornalismo: hobby o lavoro? | PhilosoBia

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Questa voce è stata pubblicata il 13 settembre 2013 da in Disoccupazione e precariato con tag , , , , , .
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