Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Il lavoro è solo lavoro?

o.131705Sono cresciuta pensando che il “posto fisso” fosse una condizione necessaria per una vita decente. Ho 35 anni, da piccola avevo come esempio i miei genitori, figli degli anni del boom, impiegati regolari con un lavoro regolare in un’azienda regolare. E la vita andava alla grande, non è mai mancato niente a nessuno.

Crescendo è emersa la mia vena “cazzona“, in adolescenza ho dato sfogo alle peggiori intenzioni di un’adolescente ma nonostante uno spirito pseudo ribelle (in realtà molto regolare vista l’età), l’ideal che la vita fosse basata su un “lavoro fisso” non mi ha mai abbandonato. Anzi, non era un’idea era una tautologia che mai ho pensato di mettere in discussione. Il mio inconscio la dava per scontata.

Dopo l’università ho cominciato a scontrarmi con la realtà. Avuto un lavoro fisso e regolare in una azienda regolare, ho cominciato a soffrire le pene dell’inferno perché non mi ritrovavo in ciò che facevo, nei colleghi, nella vita impiegatizia. Ero infelice e triste. Così l’ho lasciato per l’incerto, andando contro tutti.

Ho cercato allora un’attività che mi rendesse una persona felice di quello che fa. L’editoria. Gli anni del boom non erano nemmeno più un ricordo e la mia vecchia convinzione si scontrava, facendomi soffrire, con la mia realtà, fatta di collaborazioni saltuarie, contratti co.co.pro., datori di lavoro che non pagano e altri che prendono palesemente per il culo.

Facevo ciò che mi piaceva ma la vecchia e cara convinzione mi faceva sentire una persona a metà. Senza contratto. Guadagnavo bene, alla fine, ed ero felice dei risultati che raggiungevo, seppur a fatica, senza malattia, maternità e ferie. Non sapevo nemmeno cos’erano e mi sembrava assurdo che ci fossero aziende che pagassero anche quando non si è produttivi. Per gli altri era normale, per me no. Confusa e felice? Sfrutatta e ingenua? Bho.

Quando mi venne offerto un contratto indeterminato in editoria non ci potevo credere. Ero la soddisfazione con le gambe di mia mamma e pensavo di essere finalmente arrivata.

Dopo una sola settimana di lavoro avevo già gli attacchi di ansia. Lavoravo come prima, stessi ritmi e stessa qualità di lavoro, scoprendo che ero l’unica a farlo. “Il contratto ce l’hai, ora rallenta” sembravano dirmi anche i muri dell’ufficio. Ma non ero io. E così torna la tristezza.

Le ferie, la malattia, i diritti… quello sì che era una grande cosa. Ho scoperto un mondo, a 30 anni, che molti altri davano per scontato. Ma la soddisfazione per ciò che facevo, il sentirmi viva anche nelle ore di lavoro e non solo nei weekend o dopo le 19 dei giorni feriali… be’… no, quello no. Mai.

Oggi mi ritrovo allo stesso bivio di sempre. Lascerò il contratto o mi lascerà lui, questo non lo so ancora, ma accadrà e dovrò cercare altro. Cerco il contratto con la sicurezza oppure cerco qualcosa di più vitale e assolutamente incerto? Tolti i sogni adolescenziali, tolte le necessità economiche, che cosa voglio? Non lo so. I sogni ci sono, le necessità anche.

Che cosa voglio? A cosa aspiro? Vorrei entrambe le cose, ma sembrano impossibili. Vorrei ritrovarmi in ciò che faccio ma vorrei anche non dover penare per essere pagata. Vorrei riconoscermi, quindi, ed essere riconosciuta per quello che faccio. Sembra utopia.

Il lavoro è solo lavoro, certo. Ma solo a me causa questi profondi dubbi esistenziali? Gli altri come fanno? E chi vive in altri Paesi come la vede? Si pone gli stessi problemi? Possibile che debba solo stare immobile nella mia quotidianità e “tirare a campare” stando sempre in questo maledetto bivio?

Annunci

Un commento su “Il lavoro è solo lavoro?

  1. Pingback: Il lavoro è solo lavoro? | PhilosoBia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: