Editoria Precaria (ma non solo)

Tra disoccupazione e precariato selvaggio

Let’s live!

jobsearchnewspaperParliamo del lavoro. Il mondo del lavoro. Che sia maciullato fino alle viscere è un’ovvietà, per me, ma mi rendo conto che non tutti possano avere questa visione così pessimistica. C’è chi in fondo un lavoro ce l’ha da anni e riceve lo stipendio ogni fottuto mese. È sempre più una rarità, ma esiste quel qualcuno.

Ci sono tuttavia alcune categorie di persone che non se lo sognano nemmeno più una simile condizione professionale. Sono categorie trasversali, più o meno specializzate, dal manovale al magistrato, dal medico alla commessa.

Quali sono queste categorie? I GIOVANI dai 20 ai 35, per esempio, che magari non hanno il papi o la mami che spiana la strada. I NON PIù TANTO GIOVANI che un posto di lavoro ce l’avevano ma la crisi l’ha inghiottito e rigurgitato in malo modo.

Senza soffermarsi sulle percentuali di disoccupazione che possiamo trovare quotidianamente, o quasi, su qualsiasi testata nazionale, vediamo perché il lavoro è passato da “sogno” a “incubo”.

Che cosa ci deve garantire il “lavoro”? Due cose, fondamentali: DIGNITA’ e STIPENDIO. Senza una di queste crolla il sogno. Certo è difficile definire che cosa è dignitoso e quale sia la giusta paga, ma diciamo che il buon senso è un buon metro di giudizio.

Mi faccio allora la domanda fondamentale. Il mio lavoro (o la mia professione) mi garantiscono questi due pilastri? Be’, no. E non sono nemmeno tra i giovani. Ma non sono nemmeno tra i “non più giovani”. Sono esattamente un ibrido, che oscilla tra il sogno di poter ancora fare grandi cose e la rassegnazione a un lavoro qualsiasi.

Mmh… sì, diciamo che fa abbastanza schifo come situazione. L’unica soluzione è il movimento e il movimento è… vita. Dunque: LET’S LIVE!

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4 commenti su “Let’s live!

  1. Mr. Incredible
    10 luglio 2013

    Sai, io penso che qualsiasi relazione debba godere della reciprocità.
    Quindi è vero che il lavoro debba garantire stipendio e dignità, ma è anche vero che il lavoratore garantisca garantisca serietà e competenza.
    E’ uno scambio, anche dal punto di vista della teoria economica, dove ancora di più in teoria lo stipendio dovrebbe essere determinato proprio dalla qualità dei servizi scambiati.
    Ma … in Italia non è così come sai. Il figlio di papà e il giovane con due lauree volenteroso non sono sullo stesso piano.
    Come pure qualche dipendente pubblico al quale è garantito lo stipendio e la dignità ma sarebbe opportuno fosse mandato a casa per fare posto, magari, a te.
    Ciao!

    • bia
      10 luglio 2013

      Ah sì sono convinta anche io della reciprocità, nel mio modo di essere la do per scontata ed è appunto la frustrazione della mancanza di reciprocità che mi ha esaurito!!
      Be’, il dipendente pubblico non è proprio la massima aspirazione mia a dire il vero… però sarebbe meglio di niente vista la mia imminente disoccupazione!

      • Mr. Incredible
        10 luglio 2013

        …ovvio … Ma io parlavo in Banca d’Italia vah.
        Li io farei anche l’usciere.

      • bia
        10 luglio 2013

        ahahah be’ anche io 🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 23 marzo 2013 da in Disoccupazione e precariato con tag , , .
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